Reddito sopra 75.000 euro: il tetto alle detrazioni che riduce i bonus casa

Aggiornato ad agosto 2026.
Un bonus al 50% non vale il 50% per tutti. Dal 2025 esiste un limite massimo annuo alle detrazioni per chi ha un reddito complessivo sopra i 75.000 euro (art. 16-ter del TUIR, introdotto dalla Legge di Bilancio 2025). Chi pianifica una ristrutturazione importante contando sulla detrazione "teorica" rischia di scoprire, in dichiarazione, che una parte non rientra.
Come funziona il tetto
Il limite si calcola in due passi:
1. Importo base, in funzione del reddito:
- reddito tra 75.001 e 100.000 euro → 14.000 euro
- reddito sopra 100.000 euro → 8.000 euro
2. Coefficiente familiare, che moltiplica l'importo base:
- nessun figlio a carico → 0,50
- un figlio → 0,70
- due figli → 0,85
- più di due figli, o almeno un figlio con disabilità → 1,00
Esempio: reddito 90.000 euro, un figlio a carico → tetto annuo alle detrazioni di 14.000 × 0,70 = 9.800 euro. Con nessun figlio, 7.000.
Dentro questo tetto entrano tutte le detrazioni soggette al limite, sommate: le quote annuali dei bonus casa (ristrutturazione, ecobonus, sismabonus, mobili), le spese di istruzione, le assicurazioni e le altre spese detraibili al 19%. Restano fuori, tra le altre, le spese sanitarie, gli interessi sui mutui contratti fino al 2024 e le rate dei bonus per spese sostenute fino al 2024.
Quanto pesa su una ristrutturazione
Una ristrutturazione da 96.000 euro sulla prima casa al 50% vale 48.000 euro di detrazione, cioè 4.800 euro all'anno per 10 anni. Con un tetto di 7.000 euro l'anno e altre detrazioni per 3.000, ne restano 4.000 disponibili: 800 euro di bonus l'anno si perdono, per dieci anni. E la quota persa non si recupera negli anni successivi.
Come pianificare
- Fare i conti prima, non dopo: il commercialista può stimare il tetto e le detrazioni già in essere.
- Distribuire le spese tra coniugi/comproprietari con redditi diversi: chi sta sotto i 75.000 euro non ha il tetto. La detrazione spetta a chi sostiene la spesa (bonifico dal suo conto, fattura a lui intestata).
- Distribuire nel tempo i lavori tra anni diversi non aiuta sul tetto annuo, ma può aiutare a incastrare le altre detrazioni.
- Non rinunciare al progetto: il tetto riduce il beneficio, non lo annulla; e il costo di un lavoro rinviato all'infinito è quasi sempre superiore alla detrazione persa.
Domande frequenti
Il tetto vale anche per i lavori pagati nel 2024?
No: le rate dei bonus per spese sostenute fino al 31 dicembre 2024 sono escluse dal limite.
Vale per il 2026 e il 2027?
Sì, la norma è a regime: si applica ogni anno in cui il reddito supera la soglia.
Il reddito si guarda ogni anno?
Sì: il tetto si calcola anno per anno sul reddito di quell'anno. Chi scende sotto i 75.000 euro in un anno, quell'anno non ha il limite.
Contenuto informativo aggiornato ad agosto 2026, di carattere generale: il calcolo del tetto dipende dalla tua situazione reddituale e familiare e va fatto con il commercialista. Fonti: art. 16-ter DPR 917/1986 (TUIR) introdotto dalla L. 207/2024 (Legge di Bilancio 2025); circolari e guide dell'Agenzia delle Entrate.