Bonus casa 2026-2027: la guida completa a tutte le detrazioni

Guida in formato libretto, edizione 2026. Testi redatti con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale e revisionati dalla redazione di Plainer. Aliquote, requisiti e questioni legali vanno verificati sul caso specifico con un tecnico abilitato e un commercialista.
Come usare questa guida.
Le detrazioni per la casa cambiano ogni anno con la legge di bilancio, e nel 2027 scendono. Questa guida fotografa le regole ad agosto 2026 e ti dà il metodo per decidere: quale bonus per quale lavoro, come non perderlo, quando conviene muoversi.
Una cosa onesta, subito. Le regole 2027 potranno cambiare con la manovra in discussione a fine 2026: è già successo. Ma pianificare contando su una proroga non ancora scritta è una scommessa, non una strategia. La guida verrà aggiornata quando la legge sarà definitiva.
1. Il quadro: cosa c'è e cosa scende.
La Legge di Bilancio 2026 ha prorogato di un anno le aliquote e livellato i tre bonus principali sulla stessa coppia: 50% sull'abitazione principale, 36% sulle altre. Dal 2027, salvo proroghe, si scende ancora.
| Bonus | 2026 | 2027 (previsto) | Tetto | Quote |
|---|---|---|---|---|
| Ristrutturazione | 50% / 36% | 36% / 30% | 96.000 € spesa | 10 |
| Ecobonus | 50% / 36% | 36% / 30% | massimali per intervento | 10 |
| Sismabonus | 50% / 36% | 36% / 30% | 96.000 € spesa | 5 |
| Mobili | 50% su max 5.000 € | non prorogato | 5.000 € spesa | 10 |
Cosa è finito: il bonus barriere architettoniche al 75% (le spese dal 1° gennaio 2026 rientrano nel bonus ristrutturazione), il Superbonus, il bonus facciate, il bonus verde, le colonnine. Cosa resta fuori dal calo: l'IVA agevolata (10% sulle ristrutturazioni, 4% per l'abbattimento delle barriere) e i contributi regionali della L. 13/1989.
L'aliquota maggiorata spetta solo a chi è proprietario o titolare di diritto reale sull'immobile che è la sua abitazione principale: familiari conviventi, inquilini e comodatari restano all'aliquota base.
2. Quale bonus per quale lavoro.
Per lo stesso intervento che potrebbe rientrare in due bonus (esempio classico: gli infissi, tra ecobonus e ristrutturazione) si sceglie in base a tre criteri: il tetto di spesa già usato, la semplicità documentale (il bonus casa vince), la possibilità di dimostrare i requisiti tecnici. Su lavori importanti: tecnico e commercialista, prima di iniziare.
3. Le regole che valgono per tutti.
Il criterio di cassa
Conta la data del bonifico, non quella dei lavori. A cavallo tra 2026 e 2027 vale il 14% sulla prima casa: un piano di pagamenti con acconto e SAL entro dicembre 2026 è legittimo, purché corrisponda a lavori contrattualizzati e reali. Pagare in anticipo lavori non contrattualizzati per "bloccare l'aliquota" è un rischio, non una furbizia.
Il bonifico parlante
Obbligatorio per ristrutturazione, ecobonus e sismabonus: causale con riferimento normativo, codice fiscale di chi detrae, partita IVA dell'impresa, estremi della fattura. La banca trattiene l'11% come acconto d'imposta dell'impresa. Un bonifico ordinario fa perdere la detrazione su quella spesa. Per il bonus mobili basta invece un pagamento tracciabile (bonifico o carta).
Titolo edilizio e ENEA
Dove serve CILA o SCIA, la sua assenza fa perdere il bonus: verificare col tecnico prima. Per l'ecobonus, comunicazione ENEA entro 90 giorni dalla fine lavori.
4. Chi può detrarre (e quanto davvero).
Chi
Proprietari e nudi proprietari, titolari di usufrutto/uso/abitazione, inquilini e comodatari (con consenso del proprietario), familiari conviventi che sostengono la spesa. La detrazione spetta a chi paga: bonifico dal suo conto, con il suo codice fiscale. In famiglia conviene decidere chi paga cosa in base a redditi e capienza.
I tre filtri che riducono il bonus teorico
- Capienza IRPEF. La quota annuale che supera l'imposta dovuta si perde: non si rimborsa, non si rinvia. Con redditi bassi il 50% teorico può valere molto meno.
- Tetto per i redditi alti. Sopra i 75.000 euro di reddito c'è un limite annuo a tutte le detrazioni: 14.000 euro (redditi 75-100 mila) o 8.000 (oltre 100 mila), moltiplicati per un coefficiente familiare da 0,50 a 1. Su lavori grandi può tagliare una parte del beneficio, e la parte tagliata non si recupera.
- Aliquota giusta. Il 50% vale solo per il proprietario (o titolare di diritto reale) sull'abitazione principale: tutti gli altri casi sono al 36%.
Il conto da fare prima di firmare. Bonus teorico → meno capienza → meno tetto redditi alti → diviso 10 anni. È il numero vero su cui ragionare, e lo fa il commercialista in mezz'ora. Farlo dopo la firma serve solo a rovinarsi l'umore.
2026 o 2027? La strategia.
Tre situazioni, tre mosse
| La tua situazione | La mossa |
|---|---|
| Progetto definito, impresa scelta o quasi | Chiudere contratto e pagamenti principali entro il 2026. 14 punti sulla prima casa non torneranno; dal 2028 è previsto un ulteriore calo al 30% con tetto dimezzato. |
| Progetto a metà: lavori a cavallo d'anno | Piano pagamenti scritto nel contratto: acconto e primi SAL entro dicembre 2026, saldo a fine lavori. Le date dei bonifici sono la strategia. |
| Solo un'idea | Non forzare i tempi per inseguire l'aliquota: una ristrutturazione decisa male costa più dei punti di detrazione. Usare i mesi per capitolato e preventivi confrontabili. |
Il bonus mobili ha una scadenza in più
Copre le spese fino al 31 dicembre 2026 e per il 2027 non è prorogato. Se la ristrutturazione è in corso (lavori iniziati dal 2025) e l'arredo è deciso, anticipare gli acquisti entro fine anno è la scelta prudente: 50% su massimo 5.000 euro, pagamento tracciabile, anche prima della fine dei lavori.
6. I documenti dei dieci anni.
L'Agenzia delle Entrate può chiedere le carte per tutta la durata della detrazione. Una cartella (fisica o digitale) preparata durante i lavori vale più di qualunque ricostruzione fatta dopo.
- Fatture di impresa, tecnico e fornitori
- Ricevute dei bonifici parlanti (una per fattura)
- Contratto di appalto con capitolato allegato
- Titolo edilizio (CILA/SCIA) o dichiarazione che non era necessario
- Dichiarazioni di conformità degli impianti (DM 37/2008)
- Comunicazione ENEA, dove richiesta, con ricevuta
- Per i condomini: delibera assembleare e tabella millesimale
- Prova dell'abitazione principale (residenza)
- Per il bonus mobili: fatture/scontrini parlanti e ricevute dei pagamenti tracciabili
Un consiglio pratico. Una cartella condivisa ("Casa — bonus 2026") alimentata man mano: ogni fattura entra insieme alla ricevuta del suo bonifico. A giugno, in dichiarazione, è tutto lì.
7. La checklist del bonus.
Prima di firmare
- So quale bonus si applica al mio lavoro (e non ne sto sommando due sullo stesso intervento)
- Ho verificato col tecnico il titolo edilizio necessario
- Ho fatto col commercialista il conto vero: capienza, tetto redditi alti, aliquota giusta
- Il contratto ha un piano pagamenti con le date giuste rispetto al 31 dicembre
A ogni pagamento
- Fattura ricevuta prima del bonifico, con numero e data
- Bonifico parlante dal menu "detrazioni fiscali", dal conto di chi detrae
- Riferimento normativo giusto (ristrutturazione ≠ ecobonus)
- Fattura + ricevuta archiviate insieme
A fine lavori
- Comunicazione ENEA inviata entro 90 giorni (se dovuta)
- Conformità impianti nella cartella
- Cartella dei dieci anni completa
- Prossima legge di bilancio: ricontrollare le regole prima di nuove spese