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Bonus mobili ed elettrodomestici 2026: come funziona con la ristrutturazione

3 min di letturaAggiornato ad agosto 2026
Immagine generata con AI

Aggiornato ad agosto 2026 — il bonus è confermato fino al 31 dicembre 2026; per il 2027 non esiste ancora una proroga.

Se stai ristrutturando (o hai iniziato i lavori dal 2025), puoi detrarre anche l'arredo. Il bonus mobili è la detrazione IRPEF del 50% sull'acquisto di mobili e grandi elettrodomestici destinati all'immobile in ristrutturazione, su una spesa massima di 5.000 euro per unità immobiliare: fino a 2.500 euro recuperati, in 10 quote annuali. La legge di bilancio 2026 (L. 199/2025) lo ha prorogato senza modifiche per tutto il 2026.

La condizione che tutti dimenticano

Il bonus mobili non esiste da solo: spetta solo a chi fruisce della detrazione per un intervento di recupero edilizio — manutenzione straordinaria, restauro, ristrutturazione (sulla singola unità la manutenzione ordinaria non basta). Per gli acquisti del 2026, i lavori devono essere iniziati dal 1° gennaio 2025 in poi.

Comprare la cucina nuova senza lavori agganciati, quindi, non dà diritto a nulla. Ma attenzione al rovescio interessante: basta un intervento agevolato anche contenuto (es. rifacimento di un impianto) per aprire l'accesso al bonus su tutto l'arredo dell'unità, fino al tetto.

Cosa rientra

Mobili nuovi: cucine, armadi, letti, tavoli, sedie, divani, librerie, materassi, apparecchi di illuminazione. Non rientrano porte, pavimenti e tende (quelle sono edilizia o nulla).

Grandi elettrodomestici nuovi, con classe energetica minima: non inferiore alla A per i forni, alla E per le lavatrici e lavasciuga, alla F per frigoriferi e congelatori (dove la classe è prevista). Il vecchio elettrodomestico va comunicato nei modi previsti (comunicazione ENEA per gli elettrodomestici).

Il mobile non deve arredare per forza la stanza ristrutturata: conta l'unità immobiliare oggetto dei lavori.

Come si paga (pena la perdita del bonus)

Solo bonifico o carte di debito/credito — mai contanti o assegni. A differenza del bonus ristrutturazione, per i mobili non serve il bonifico "parlante": basta il pagamento tracciabile, con fatture o scontrini "parlanti" (con codice fiscale) da conservare. La detrazione si recupera in dichiarazione dei redditi (730 o Redditi); non sono previsti sconto in fattura o cessione del credito.

Il tetto è per unità immobiliare (e si consuma)

5.000 euro è il plafond per unità: chi ristruttura due appartamenti ha due plafond. E se sullo stesso intervento hai già usato parte del bonus l'anno scorso, il tetto si riduce di quanto già speso: 1.000 euro di mobili nel 2025 → 4.000 disponibili nel 2026.

La scadenza vera

Il bonus copre le spese sostenute entro il 31 dicembre 2026. Per il 2027, ad oggi, non c'è proroga: se ne saprà di più con la prossima legge di bilancio. Se la ristrutturazione è in corso e l'arredo è già deciso, anticipare gli acquisti entro fine anno è la scelta prudente; pianificare contando sulla proroga è una scommessa.

Domande frequenti

Ho iniziato i lavori nel 2024: posso usare il bonus nel 2026?

No: per gli acquisti 2026 i lavori devono essere iniziati dal 1° gennaio 2025. Per acquisti fatti nel 2025 valeva l'inizio lavori dal 2024.

Posso comprare i mobili prima della fine dei lavori?

Sì: conta che i lavori siano iniziati prima dell'acquisto, non conclusi.

L'importo dei lavori limita quello dei mobili?

No: anche un intervento agevolato di importo modesto apre il plafond pieno di 5.000 euro sull'arredo.


Informazioni aggiornate ad agosto 2026, di carattere generale: per il tuo caso specifico verifica con CAF o commercialista. Fonti: legge di bilancio 2026 (L. 199/2025, art. 1 c. 22), art. 16, c. 2, DL 63/2013, guida "Bonus mobili ed elettrodomestici" dell'Agenzia delle Entrate.